Diverse caratteristiche esclusive della filosofia
riproduttiva degli equini insieme ad alcuni limiti
tecnici hanno rallentato la diffusione dell’impiego di
questa tecnica riproduttiva nel cavallo, in confronto a
quanto accaduto nell’industria del bovino.
A causa dell’elevato costo, l’embryo transfer è una
tecnica riproduttiva riservata ad animali dall’elevato
valore genetico; a determinarne il successo è l’attenta
selezione della donatrice e della ricevente.
L’età, la scelta dello stallone, le linee giuda dei
libri di razza, il numero delle gravidanze desiderate e
il potenziale valore del puledro, sono gli aspetti
fondamentali da valutare accuratamente e fra tutti
quello più importante è l’attenta selezione della
ricevente.
Nei programmi di embryo transfer, la maggior parte delle
donatrici è costituita da soggetti anziani ipofertili in
quanto le fattrici raggiungo il massimo valore
potenziale come soggetti da riproduzione in una fase
alquanto avanzata della loro vita, ad eccezione dei
giovani soggetti impiegati in competizioni sportive che
altrimenti non disporrebbero della facoltà di riprodursi
ed allevare un puledro.
Le riceventi devono essere di taglia e di peso adeguati,
avere
cicli estrali
(1) normali e non avere patologie ovariche ed uterine.
Il successo della raccolta degli embrioni è influenzato
dal numero di ovulazioni, dall’età e dalla fertilità
della fattrice, giorno di raccolta e qualità del seme
dello stallone.
La raccolta degli embrioni è generalmente effettuata al
settimo od ottavo giorno dopo l’ovulazione. La stessa
operazione effettuata a 6 giorni e ½ risulta associata
ad una percentuale di successo leggermente più bassa ed
è quindi riservata in prevalenza agli embrioni destinati
al congelamento; poiché è stato dimostrato che la criopreservazione(2) ha esito positivo, quando è eseguita su piccoli
embrioni di 6 giorni.
Il fattore determinante per il recupero degli embrioni è
la fertilità della fattrice donatrice, le cavalle
anziane con un’anamnesi(3) di ipofertilità producono meno embrioni, mentre
l’assenza di un embrione può essere la conseguenza di
una serie di patologie.
Gli embrioni equini sono trasferiti sia per via
chirurgica (direttamente nel corno uterino), che per via
non chirurgica (attraverso la vagina e la cervice sino
nel corpo dell’utero).
L’introduzione del trasporto di embrioni equini
refrigerati rappresenta uno dei principali progressi
nell’embryo transfer “commerciale”. Il raffreddamento e
lo stoccaggio degli embrioni a 5°C consente la
spedizione degli stessi ad un centro d’embryo transfer
centralizzato per l’impianto in una fattrice ricevente.
Molti veterinari e proprietari d’equini non sono
disposti ad investire i capitali necessari per acquisire
e ricoverare il numero occorrente di fattrici riceventi.
Diversi sono i centri di embryo transfer che accettano
embrioni spediti per effettuare il trasferimento nelle
loro fattrici riceventi.
Non sembra esistere una differenza nella percentuale di
gravidanza fra gli embrioni refrigerati e trasportati
(fino a 24 ore) ed embrioni freschi trasferiti
immediatamente.
Testo tratto dalla relazione di
Peter F. Daels
"Embryo transfer: embrioni trasportati in Europa”
(1) La cavalla presenta dei cicli estrali stagionali con
maggior frequenza e regolarità da fine febbraio a
giugno. La durata del ciclo è di 21 giorni (20-24).
L'estro può durare da 1 a 10 giorni, l'ovulazione
compare verso la fine del calore. La cavalla in estro è
molto nervosa, urina frequentemente e, dopo aver
sollevato la coda presenta un tipico e ritmico movimento
delle labbra vulvari.
(2) Mantenimento della vitalità degli embrioni mediante
tecniche di abbassamento notevole e controllato della
temperatura.
(3) Raccolta dettagliata di tutte le notizie relative alla
vita della cavalla, alle malattie passate, alle modalità
d'insorgenza e di decorso della malattia in atto.
Riveste una fondamentale importanza per orientare
correttamente la diagnosi del veterinario.